Al di là del bene e del mare

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Al di là del bene e del mare

La copertina di “Al di là del bene e del mare” racconta la storia di una  Persona Qualsiasi, che vive di un qualsiasi lavoro, in uno dei posti più belli che io abbia mai visto.

Faccio un passo indietro e vi racconto meglio della spiaggia che ho disegnato. Quella è l’Isola de la Graciosa, alle Canarie. Alla Graciosa ci sono arrivato attraversando su un’auto a noleggio un’altra isola, Lanzarote. Rotonde che abbracciano le sculture di César Manrique e i paesaggi surreali di un isola coperta dalla lava nel 1730 e che per qualche strana ragione, probabilmente testardaggine, continua a vivere.

Testardaggine della natura, che non si arrende alle peggiori catastrofi. Testardaggine dell’uomo, che nonostante tutto sembri volgere al peggio continua, a combattere per tenersi quello che si è conquistato per quanto poco possa essere.
Diciamo che se questi sono i presupposti era ovvio che quei posti mi restassero in testa e che in qualche modo poi sarebbero tornati fuori, in musica o su un disegno.

Ritorniamo da Persona Qualsiasi. Mentre stavo lì sdraiato sulla spiaggia della Graciosa ho cercato di immaginare come dovesse essere vivere lì, essere immersi in una routine quotidiana, colazione,  lavoro, tornare a casa la sera guardare la tv e dormire, poi di nuovo uguale il giorno dopo. Quando sei in posti così è difficile immaginare la quotidianità, pensare che in un posto così qualcosa possa andarti stretto.

Ho immaginato quest’uomo qualsiasi di un’età qualsiasi che fa un lavoro qualsiasi e ha il suo ufficio a pochi passi da quella spiaggia. Tutta la sua individualità è proiettata in quella spiaggia e in quell’oceano.
Finisce di lavorare è va lì con la sua 24 ore, ci resta un po’ tutte le sere prima di tornare a casa per cena. Sta lì, ogni sera, a guardare il tramonto. Mica male eh? Eppure per quanto sia bello e unico quel posto, la quotidianità uccide ovunque. Puoi sopravvivere a un vulcano, ma alla quotidianità…

Una sera Persona Qualsiasi esce dal lavoro va sulla sua spiaggia, precisamente Playa de las Conchas, butta sulla sabbia la sua 24 ore e resta lì a guardare il tramonto. Il sole tramonta e lui resta lì, non torna a casa, come se aspettasse qualcosa dal mare. Segue il volo dei gabbiani, insegue le onde e continua a fissare l’orizzonte. Resta lì, fermo, nello stesso punto mentre il sole sparisce, arriva la notte e cambia l’odore dell’oceano. (Fronte cover)

La notte resta lì, fermo, a guardare il riflesso della luna piena sull’oceano, le stelle e il profilo delle montagne di Lanzarote. Resta lì ad aspettare non si sa cosa, a rimasticare tutte le sue scelte; in quel posto di incastri prefetti tra cielo e oceano, dipinto apposta per decidere che anche solo per conoscere vale sempre la pena di cercare di vedere “Al di là”. (Retro Cover)

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